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Al via il Grande Teatro a Verona
Al via il Grande Teatro a Verona

A inaugurare il Grande Teatro, rassegna organizzata dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Verona con i contributi di Unicredit e della Provincia di Verona e in collaborazione col Teatro Stabile di Verona sarà, il 15 novembre al Teatro Nuovo alle ore 20.45, Il piacere dell’onestà di Luigi Pirandello proposto dal Teatro Eliseo con la regia di Fabio Grossi.

Ne è protagonista Leo Gullotta che torna così al drammaturgo siciliano a cui è legato il suo fortunato rientro nel teatro di prosa (dopo la sua lunga esperienza cabarettistica al “Bagaglino”) con L’uomo, la bestia e la virtù che ha avuto uno strepitoso successo di pubblico e di critica sancito da tre anni di repliche sui principali palcoscenici italiani. Attore estremamente versatile, Gullotta ha attraversato tutti i generi dello spettacolo: dal cinema alla televisione, dal varietà al teatro di prosa in cui si è formato con una lunga “militanza” nella compagnia del Teatro Stabile di Catania dove, a fianco di Turi Ferro e Salvo Randone, ha interpretato testi di Sciascia, Sartre e Shakespeare. Proprio in un’opera shakespeariana nell’estate del 2010 è stato per quattro sere applauditissimo protagonista, nei panni di Falstaff, delle Allegre comari di Windsor al Teatro Romano. Anche in quell’occasione, la regia era di Fabio Grossi: si rafforza così un felice sodalizio artistico iniziato con il ritorno di Gullotta al teatro di prosa.
Catanese di nascita, Gullotta ha una particolare predilezione per Pirandello di cui ama mettere in evidenza i valori, oggi più che mai attuali, di critica a una società malata e corrotta, legata più alle apparenze che alla sostanza dei sentimenti. Nel Piacere dell’onestà, come in altre sue opere, Pirandello ricorre all’espediente del matrimonio “combinato e riparatore” per dar modo al protagonista di ritrovare il coraggioso piacere di una moralità che lo fa sembrare un diverso in un mondo teso soltanto ai fittizi valori del “buon nome”. Un mondo dove l’appartenenza, per censo o per ceto sociale, a una classe privilegiata arriva a legittimare qualsiasi tipo di sopruso.


Angelo Baldovino, il protagonista, uomo fallito e senza ideali, accetta di sposare Agata, una giovane donna che il marchese Fabio Colli ha messo incinta. Il marchese, che è ammogliato, intende ovviamente continuare la sua relazione segreta con la donna. Ma Baldovino, presa coscienza dei suoi doveri di marito, impone alla moglie di mantenere la più rigida moralità. Lei accetta e lascia l’amante. Il marchese, per rivalsa, cerca di rovinare Baldovino che è divenuto un ostacolo ai suoi piaceri. Lo sprona così a commettere un furto nell’azienda dove l’ha gli ha trovato lavoro nella speranza di fargli perdere la fama di uomo onesto e di toglierselo di torno. Il disgusto per la meschina condotta degli altri e soprattutto l’isolamento in cui si trova per essere considerato un “diverso” in un mondo di iniqui, induce Baldovino a cedere: si accollerà la responsabilità del reato, rinuncerà all’amore, alla ritrovata onestà e se ne andrà lontano. Agata, accortasi di quello che il marito sta per fare, presa da un profondo sentimento di stima e di sincero affetto, lo spinge a proseguire sulla via dell’onestà e decide di stargli vicina. Le malefatte e gli intrighi del marchese verranno smascherati. Sarà il marchese a doversene andare lasciando i due sposi a godere finalmente del loro nuovo rapporto e della recuperata serenità.
Accanto a Gullotta, sono in scena Cloris Brosca, Mirella Mazzeranghi, Martino Duane, Paolo Lorimer, Vincenzo Versari, Federico Mancini e Antonio Fermi.
«Onestà – scrive in una nota il regista Fabio Grossi – è oggi una parola di lacerante contesto in questa nostra travagliata epoca dove prodotti e momenti di vita vissuta vengono modificati in maniera cangiante, sull’orlo di un dramma che si pone di fronte all’eterno aut aut di una società alla ricerca di un’equa liceità. Nell’allestire questo spettacolo ho eliminato quei termini che oggi risulterebbero obsoleti e poco rapportabili a una situazione di verità. Proprio questa verità è il veicolo per comunicare quello che il pensiero pirandelliano ha voluto trasmettere. Nella visione pirandelliana il nostro protagonista, nell’indossare il costume dell’Onesto, adotta il colore del diverso. Lo fa in una fauna di anime mostruose. In questo modo la condotta morale del Baldovino diventa inattaccabile. Chiudendosi dentro la propria onestà – conclude Grossi – sfiderà convenzioni sociali ed egoismi personali».
La critica ha espresso, fin dal debutto, parole di ammirato entusiasmo per l’interpretazione di Leo Gullotta definendola “straordinaria”, “capace di coinvolgere il pubblico in grandi emozioni”, “vibrante”, “intensa”. Assai positivo il giudizio anche sugli altri attori che bene affiancano, ciascuno perfetto nel proprio ruolo, il protagonista.


Come nelle passate edizioni, due gli incontri connessi allo spettacolo. Giovedì 17 novembre alle ore 16.45 nell’ambito di “Invito alla visione”, Simone Azzoni parlerà della poetica della maschera nel teatro di Pirandello. A seguire, alle ore 17.00, Leo Gullotta e gli altri interpreti incontreranno il pubblico. A condurre l’incontro sarà Lorenzo Reggiani. Entrambi gli appuntamenti sono a ingresso libero.


Dopo il debutto di martedì, repliche tutte le sere fino a sabato 19 novembre. L’ultima replica, domenica 20, sarà invece alle ore 16.

Inserita il 14 - 11 - 11
Cristina Poggi
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