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1° Marzo: Pirandello al Nuovo di Verona per il 'Grande Teatro'
1° Marzo: Pirandello al Nuovo di Verona per il  Grande Teatro


Martedì 1° marzo alle 20.45 sesto e attesissimo appuntamento, al Nuovo, con Il Grande Teatro, rassegna organizzata dall’Assessorato alla Cultura del Comune di Verona con i contributi di Unicredit Corporate Banking e della Provincia e in collaborazione col Teatro Stabile di Verona. In programma, proposto dal Teatro Stabile di Sardegna, dal Teatro degli Incamminati e dal Teatro Carcano, I giganti della montagna di Luigi Pirandello con protagonisti Enzo Vetrano e Stefano Randisi che curano anche la regia.


A firmare questo speciale allestimento dell’opera-testamento di Pirandello è dunque l’apprezzatissima coppia Vetrano-Randisi che, dopo un lungo sodalizio iniziato nel 1976 nell’ambito del teatro sperimentale, da oltre dieci anni esplora con grande successo i testi teatrali classici con una particolare attenzione al teatro di Pirandello. Il lungo viaggio di Vetrano e Randisi nelle opere pirandelliane cominciato nel 1999 con la messinscena del Berretto a sonagli, è proseguito con L'uomo, la bestia e la virtù e con il più recente Pensaci, Giacomino!, spettacolo selezionato nella terna finalista al Premio Eti - Gli Olimpici del Teatro 2009 per la categoria “miglior spettacolo di prosa”.

I giganti della montagna, ultimo e incompiuto testo di Pirandello, attendeva da anni, nella mente di Vetrano-Randisi, un incontro con il palcoscenico. «L’arrivo della compagnia teatrale della contessa Ilse alla villa del mago Cotrone e degli “scalognati” che vi abitano – spiegano i due attori-registi riferendosi alla vicenda del dramma che, come Sei personaggi in cerca d’autore, è giocato sul “teatro nel teatro” – somiglia al rispecchiamento di un’idea utopica con la sua impossibile realizzazione. La compagnia, fedele all’idea di Poesia assoluta, si è ormai ridotta in miseria: nessuno al mondo sembra più comprendere e accettare il suo messaggio. Due alberi faranno da prologo e da epilogo a questo spettacolo: all'inizio un cipresso, tipico albero da camposanto, albero dell'Ade, come se si fosse, in quel luogo, ai confini dell'aldilà, dove si potrebbe, con un semplice passo, scivolare nell'invisibile. Alla fine, quando tutti gli eventi si saranno compiuti, un olivo saraceno, simbolo di vita e di memoria, a rappresentare e contenere in sé – concludono i due attori-registi siciliani – il passato, il presente e il futuro».


Lavorando su questi elementi la scommessa è stata quella di superare i “limiti” della vicenda narrata, aprendo affascinanti squarci su altre dimensioni che attingono ad altre opere portatrici di una riflessione più ampia sul teatro. Il felice approdo di Vetrano-Randisi ai Giganti della montagna unanimemente considera l’opera più simbolica ed esoterica della produzione pirandelliana, è un ulteriore approdo del loro cammino di ricerca. Lo spettacolo espone infatti una visione profetica della situazione in cui il si trova oggi il teatro.
La straordinaria spettacolarità dell’allestimento, il clima di coloratissima e coinvolgente fabulazione ne hanno fatto una realizzazione assolutamente degna di avere un posto nella storia del teatro pirandelliano dopo quella di Giorgio Strehler del 1947.


«È fuor di dubbio che il fascino di questo spettacolo – scrive Maria Grazia Gregori nella sua recensione – nasce dal fatto che qui Pirandello parla del teatro, del suo ruolo, del suo difficile cammino nell’epoca della riproducibilità tecnica. E attraverso il teatro permette a ogni regista o attore che lo voglia fare, di parlare di sé, del suo sguardo sul mondo, del senso di un mestiere per più aspetti assediato e orgoglioso della sua storia. Anche Randisi e Vetrano offrono un loro sguardo personale sulla vicenda emblematica della compagnia della contessa Ilse che va raminga alla ricerca di un luogo in cui il teatro possa trovare lo spazio e i ruoli per raccontare le sue “favole nuove”. Amaramente l’autore ci dice che questo spazio non c’è, oppure che va riconquistato lottando con la forza della poesia, dei gesti, delle parole anche a costo di fallire».
Salutata con entusiasmo da critica e pubblico affascinati dalla straordinaria spettacolarità dell’allestimento, dall’interpretazione dell’intero cast e soprattutto dalla piacevole leggibilità del non facile linguaggio pirandelliano intelligentemente filtrato attraverso la poetica suggestione della “favola”, questa edizione dei Giganti della montagna approda a Verona dopo oltre un anno di applauditissime repliche.
Accanto alla coppia Randisi-Vetrano sono in scena Ester Cucinotti, Maria Cucinotti, Marika Pugliatti, Giovanni Moschella, Giuliano Brunazzi, Luigi Tabita, Antonio Lo Presti, Margherita Smedile, Eleonora Giua e Paolo Baietta.


Due gli incontri relativi a I giganti della montagna nel foyer del Nuovo. Giovedì 3 marzo alle ore 16.45 nell’ambito di “Invito alla visione”, Simone Azzoni parlerà di “Mito e realtà nel sogno delle citazioni”. A seguire, alle ore 17.00, Enzo Vetrano, Stefano Randisi e gli altri interpreti incontreranno il pubblico. A condurre l’incontro sarà Giovanna Zofrea. Entrambi gli appuntamenti sono a ingresso libero.
Dopo il debutto di martedì, repliche tutte le sere fino a sabato 5 marzo. L’ultima replica, domenica 6, sarà invece alle ore 16.

Inserita il 24 - 02 - 11
Cristina Poggi
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