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Moni Ovadia al Cucinelli di Solomeo con Senza Confini, Ebrei e Zingari
Moni Ovadia al Cucinelli di Solomeo con Senza Confini, Ebrei e Zingari
Moni Ovadia
(Elisa Savi)

Al teatro Cucinelli di Solomeo, mercoledì 25 e giovedì 26 gennaio, alle 21 un concerto-spettacolo di grande coinvolgimento, scritto e interpretato da Moni Ovadia e dalla Moni Ovadia Stage Orchestra, SENZA CONFINI Ebrei e Zingari.

Un’opera teatrale originale fatta di memorie e di grandi emozioni, protagonisti da una parte l’amore per la battuta, tracce poetiche, storielle e barzellette ebraiche e dall’altra i ritmi incalzanti delle sonorità e delle melodie zingare e klezmer, la bella musica che “attraversa” le genti e la cultura dall’Europa all’Est.
Un recital di canti, musiche, storie Rom, sinti ed ebraiche che mettono in risonanza la comune vocazione delle gente in esilio, una vocazione che proviene da tempi remoti e che in tempi più vicino si carica di responsabilità urgenti, improcrastinabili. Per Moni Ovadia è "un piccolo ma appassionato contributo alla battaglia contro ogni razzismo”.

Il tratto comune che ha segnato la storia, spesso tragica, di questi due popoli è stata la condizione di “altro”. Il nomadismo non era vocazione originaria, ma solo una risposta di dignità e di indipendenza per rispondere alle persecuzioni. Essi seppero essere in tutto e per tutto popoli, per cultura, tradizioni, spiritualità, riconoscibilità emozionale, popoli ma senza confini, senza burocrazie, senza eserciti, senza polizie, senza retorica patriottarda, eppure popoli, per questa ragione temuti al punto da stigmatizzarli come essenza del male, e poi sterminarli con facilità. In questa prospettiva non e’ difficile capire perché l’annientamento fu perpetrato nella quasi totale indifferenza del mondo circostante.

I due popoli fratelli a lungo hanno marciato fianco a fianco nella sorte, ma da dopo la persecuzione nazista, le strade si sono divise. Gli ebrei hanno cambiato la loro storia, hanno conquistato una terra, una nazione e il loro statuto di vittime del nazifascismo il loro immenso calvario ha avuto pieno riconoscimento e un immenso edificio di testimonianza. Il popolo rom invece molto spesso continua a subire il calvario del pregiudizio, dell’emarginazione.

E’ compito della musica e del teatro civile, delle arti rappresentative e comunicative scardinare conformismi, meschine ragionevolezze e convenienze nate dalla logica del privilegio per proclamare la non negoziabilità della libertà e della dignità di ogni singolo essere umano e di ogni gente.

Per informazioni e prenotazioni ci si può rivolgere telefonicamente, fino al giorno precedente lo spettacolo, presso il Botteghino Telefonico Regionale del Teatro Stabile dell’Umbria, tutti i giorni feriali, dal lunedì al sabato, dalle 16 alle 19, al n°075/57542222. E’ possibile acquistare i biglietti on-line sul sito del Teatro Stabile dell’Umbria www.teatrostabile.umbria.it.

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