Intrecciare la poesia delle onde e quella del cuore. È la magica alchimia di "Parole di mare e d´amore", la novità assoluta appositamente commissionata dal XXXIII Festival Internazionale Notomusica, fondato e diretto dal celebre pianista netino Corrado Galzio.
La prima nazionale, il 16 agosto u.s. ha richiamato nel Chiostro di San Domenico il pubblico delle grandi occasioni, sancendo il successo dell´evento artistico che ha visto protagonisti il compositore Vincenzo Spampinato e l´attore Luca Ward (nella foto).
Ad aprire e chiudere lo spettacolo è proprio il fremito del Mediterraneo, "campionato" nella Riviera dei Ciclopi da Spampinato, musicista concreto, che seleziona suoni e rumori "del" e "dal" mondo, secondo i dettami della tapemusic.
Il respiro vitale del mare nostrum, ora dolce, ora impetuosa culla delle civiltà, diventa la sigla di un suggestivo concerto di parole, canto e poesia del corpo: una sinfonia a più voci concepita all´insegna della contaminazione di prosa, musica e danza.
Se il mare e l´amore hanno ispirato nel tempo i più grandi autori, le loro poesie trovano nell´attore-doppiatore Luca Ward un interprete intenso e affascinante, un finissimo dicitore che sa accordare come un perfetto strumento la voce calda, duttile, penetrante.
Un percorso, il suo, che tocca le pieghe più intime, attraverso le liriche di Prevert, Baudelaire, Lorca e altri straordinari poeti di ogni latitudine, Joyce e Leopardi, Hesse e Trilussa, e ancora Gibran, Hikmet, Neruda, Tagore.
Vincenzo Spampinato, raffinato esponente della canzone d´autore (Premio Tenco ´93), scandaglia senza reticenze la profondità delle acque e quella dei sentimenti, descrivendo tutta la dolcezza e la violenza di questi due complici: il mare e l´amore. Lucido poeta dei tempi, l´artista catanese dà nuova forma alle sue più belle canzoni (una per tutte "Voglio un angelo"), riesplora il suo universo creativo insieme alla Kamutis Dance Company, inventando piccoli videotape, frammenti di sogni e speranze di tutti gli innamorati.
Da sottolineare la prova dei cinque danzatori (Germana Grech, Andrea Montagnino, Federica Musumeci, Giulia Puglisi, Roberta Calvo), chiamati a dare movimento ai disegni coreografici di Fia Di Stefano, per suggerire la metafora del volo, del distacco dalla terra verso l´altro "blu", dal corpo verso l´anima.
Asciutto ma struggente, Spampinato porge anche un particolare omaggio a Luigi Tenco, con la sublime «Lontano, lontano», esaltando la leopardiana tristezza del cantautore genovese.
Tante davvero le emozioni di questo itinerario dell´anima che vola ancora sulle note di Sibelius, De Sica, Piazzolla, Debussy, Satie, Spampinato, finemente cesellate dal pianista Alessandro Strano e dal terzetto formato dalla violinista Valentina Spoto, dalla violoncellista Caterina Longhitano e dall´oboista Claudio Spoto.
Una Prima Nazionale che ha attirato pubblico e critica e positivamente creato ed animato discussioni, sogni ed idee.
Inserita il 18 - 08 - 08
Fonte: Natalia Di Bartolo
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