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Dialoghi con Leucò a Nora (Ca)
Dialoghi con Leucò a Nora (Ca)

XXIV Festival Internazionale
La notte dei poeti
15 luglio – 12 agosto 2006
Teatro Romano di Nora

MACHINE DE THEATRE
DIALOGHI CON LEUCÒ

da Cesare Pavese

interpreti Galatea Ranzi e Mira Andriolo

collaborazione alla messa in scena Marco Andriolo

Teatro Romano di Nora 9,10 agosto - ore 21,30

Dopo Gabriele Lavia e il “suo” Leopardi, ancora un appuntamento di grande interesse al Festival La notte dei poeti. Galatea Ranzi, attrice di talento di teatro e cinema, molto amata dalla critica, presenta, accompagnata in scena da Mira Andriolo, un adattamento di uno dei testi più significativi di Cesare Pavese, Dialoghi con Leucò.
Al Teatro Romano di Nora, il 9 e 10 agosto (ore 21,30), si potrà così rivivere lo spirito dell’opera dello scrittore piemontese: il ritorno al passato, nel mondo della mitologia classica, per parlare di temi universali, come il dolore, la morte, il destino.

“…L’inquietudine è più vera e tagliente quando sommuove una materia consueta.
Siamo convinti che una grande rivelazione può uscire soltanto dalla testarda insistenza su una stessa difficoltà…” (Cesare Pavese)

Nell’immediato dopoguerra, fra il 1945 e il 1947, Pavese compone probabilmente l’opera più coraggiosa della sua vita, Dialoghi con Leucò, ventisei brevi conversazioni a due, che analizzano le eterne angosce degli uomini, affrontando temi fondamentali come il dolore, la morte, il destino e le imperscrutabili leggi che li governano. I protagonisti dei dialoghi sono sempre eroi della mitologia greca e latina, e sempre personaggi diversi tranne Leucotea, corrispondente nel nome (troncato nel titolo in Leucò) ad una dea tebana, ma traduzione greca del nome Bianca, come la donna di cui era innamorato Pavese in quel periodo.
Ed era un momento, quello, di dominante neorealismo, in cui la cultura letteraria del dopoguerra imponeva la trattazione pressoché esclusiva di argomenti legati al presente e alle gravi difficoltà dell’uomo a vivere “il giorno dopo”. Anche Pavese è un autore neorealista, per alcuni critici il più grande, ma i Dialoghi sembrarono operare uno strappo eccessivo, non immediatamente compreso. Un ritorno al passato, un balzo all’indietro addirittura fino alla mitologia classica, non era tollerabile far rivivere Achille e Patroclo, Eros e Thanatos, o Calipso anziché la maga Circe.
Nella presentazione del libro, scritta dallo stesso autore, si legge: “… Pavese si è ricordato quando era a scuola, e di quel che leggeva. Ha smesso per un momento di credere che… la sfera mitica e il culto dei morti fossero inutili bizzarrie e ha voluto cercare in essi il segreto di qualcosa che tutti ricordano, tutti ammirano un po’ straccamente e ci sbadigliano un sorriso”. E ancora: “Cesare Pavese, che molti si ostinano a considerare un testardo narratore realista, specializzato in campagne e periferie americano-piemontesi, ci scopre in questi Dialoghi un nuovo aspetto del suo temperamento. Non c’è scrittore autentico, il quale non abbia i suoi quarti di luna, il suo capriccio, la musa nascosta, che a un tratto lo inducono a farsi eremita”.
Solo dopo la morte suicida di Pavese i “dialoghetti” (come egli stesso li chiamava) ottennero finalmente le giuste lettura e considerazione.
Ed il coraggio nel comporre Dialoghi con Leucò consiste proprio nella forza intellettuale che solo un autentico uomo di cultura possiede nello sfidare il conformismo del proprio tempo, assumendosi tutte le responsabilità delle proprie ragioni e pagandone senza esitazioni il relativo prezzo, persino il più alto.

Contatti:
CeDAC
Via Mameli 153
09123 Cagliari
Tel. 0039 070 270577 – 271470
Fax 0039 070 270932
e-mail: cedac@cedacsardegna.191.it
ufficio stampa: Massimiliano Messina (tel. 333.9062288)
www.lanottedeipoeti.it

Inserita il 08 - 08 - 06
Fonte: Alessandro Valentini

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