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Una questione di vita e di morte, veglia per E.E. riparte da Como
Una questione di vita e di morte, veglia per E.E. riparte da Como
Luca Radaelli

Parte la tournée 2012 del monologo “UNA QUESTIONE DI VITA E DI MORTE. Veglia per E.E.”, scritto e interpretato da Luca Radaelli, ispirato alla vicenda di Eluana Englaro.
In programma repliche in diverse regioni italiane. Calendario su www.teatroinvito.it

Riparte sabato 21 gennaio da Como, presso lo spazio Il Giardino di Tavà, la tournée di Luca Radaelli, direttore artistico di Teatro Invito, con il monologo “UNA QUESTIONE DI VITA E DI MORTE. Veglia per E.E.”, testo ispirato alla drammatica vicenda di Eluana Englaro, scritto con il prezioso contributo e la collaborazione di Beppino Englaro, accompagnato dalle note di pianoforte e chitarra di Marco Belcastro, apprezzato musicista e compositore lariano.

Diverse le repliche in calendario nei primi mesi del 2012, che toccheranno località della Lombardia, delle Marche, della Liguria e saranno animate da incontri e dibattiti di approfondimento – come il 22 gennaio a Pedaso, in provincia di Fermo, dove sarà presente Beppino Englaro, padre di Eluana, o il 4 febbraio a Bergamo con l’intervento di docenti, esperti di bioetica, giuristi. Fino alle due date del 10 e 11 febbraio a Roma, in concomitanza con il terzo anniversario della morte di Eluana, avvenuta il 9 febbraio 2009, dopo 17 anni di stato vegetativo permanente provocato da un grave incidente stradale accaduto nel 1992.

Attraverso la chiave di lettura del teatro, la narrazione e la musica, il lavoro drammaturgico di Luca Radaelli propone al pubblico una riflessione su temi intimi e profondi, la vita, la morte, la malattia, la volontà e libertà personale, l’etica, la religione, la fede, la laicità, la legge. Tematiche che hanno animato e animano tuttora il dibattito pubblico e politico-istituzionale sui temi legati alle questioni di fine vita.

«In tutte le culture - sottolinea Radaelli - la morte è un fatto naturale. Dall’Irlanda all’isola di Bali, dalla Calabria alle steppe russe, le comunità si riuniscono a vegliare il morto con canti e racconti, mangiando o ubriacandosi. Noi vogliamo riprendere questa tradizione: proporre una veglia, laica, anche per chi non ha avuto questa possibilità. In una società che cerca di “dimenticare”, occultare, esorcizzare la morte, per una volta, vogliamo, invece, parlarne, partendo dalla cronaca e dall’attualità, e allargando la riflessione ad un livello più ampio, astratto, culturale.» Ed è così che il testo teatrale attraversa la filosofia, la letteratura, la  poesia, la musica, il folklore, richiamando brani tratti dai grandi classici, da Sofocle a Dante, Shakespeare, Molière e Foscolo, canzoni di grandi autori come De Andrè, Guccini, musiche e canti della tradizione popolare.

Uno spettacolo, quello di Luca Radaelli che, con sobrietà, attenzione ed emozione, affronta “in punta di piedi” un tema complesso, difficilissimo, come quello della morte, restituendo allo spettatore quesiti, dubbi, interrogativi, sui quali riflettere e con i quali confrontarsi, oggi, ma anche, e soprattutto, per il domani.

Inserita il 20 - 01 - 12
La Redazione
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