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Il 23 giugno 1959 Boris Vian, scrittore, musicista, autore di romanzi e racconti, moriva al cinema. Sì proprio in una sala cinematografica si concludeva l’esistenza frenetica e creativa di uno dei miti della metà del secolo scorso, mentre assisteva alla versione cinematografica di uno dei suoi capolavori, Sputerò sulle vostre tombe.
Vian fu una meteora, come tanti suoi contemporanei celebri, che lasciò il segno in una generazione, quella del secondo dopoguerra divisa tra antimilitaristi e colonialisti, tra contestatori e tradizionalisti.
La Francia, durante lo scorso anno lo ha ricordato in molti modi: un doppio album con chansonniers d’eccezione, una nuova edizione delle sue opere, spettacoli, concerti. In Italia Emanuele Conte ha tratto da uno dei romanzi più noti di Vian, “Autunno a Pechino” uno spettacolo “Il viaggiatore onirico”, che aprirà la stagione del Teatro della Tosse di Genova e che verrà rappresentato nell’ambito del Festival della Scienza dal 28 ottobre al 6 novembre. Una storia poetica, bizzarra e visionaria, fatta di disegni, proiezioni, attori, illustrazioni, in un mix fantasioso che rende omaggio al grande scrittore cantautore.