Dopo il ritmo sincopato del “Tango” di Roberto Herrera, seguito a tempo di musica da oltre 15 minuti di applausi dal galvanizzato pubblico di Paestum, ed il suggestivo concerto del Maestro Premio Oscar Nicola Piovani nell’irripetibile cornice dell’Area Archeologica, domani sera mercoledì 13 agosto il Teatro dei Templi accoglierà Gino Rivieccio, settimo ospite dell’undicesima edizione del Paestum Festival.
“Quanno ce vo’ ce vo’” è il titolo emblematico dello spettacolo in cui, grazie all’apporto di una grande orchestra, la Minale Band, l‘artista vestirà i panni del menestrello nostalgico per ripercorrere alcuni momenti salienti dell’ultimo trentennio, spaziando dalla canzone degli anni ’70 a quella napoletana, dal night club al cabaret, attraverso i personaggi più significativi del suo repertorio.
Destreggiandosi con sagacia e sapienza tra dialetti ed imitazioni, Rivieccio offrirà un leggero one-man-show scandito da interpretazioni scanzonate e ritratti caricaturali della Napoli di sempre, sullo sfondo dei più importanti temi d’attualità. Perché, spiega l’artista alla vigilia dell’esibizione, si arriva ad un punto che “quanno ce vo’ ce vo’: le cose non le mandiamo a dire, ma le esterniamo, anche in versi e musica, raccontando e riflettendo, anche se con ironia, sui fatti salienti degli ultimi 30 anni. Gran parte dello show è legato a Napoli, è quasi una fotografia della mia città, un’analisi critica degli ultimi due anni e delle problematiche che ha mostrato, lasciando sul finale una venatura di ottimismo: siamo positivi e certi che riuscirà a risollevarsi da questo momento”.
Nello show, che è stato allestito appositamente per il Teatro Festival di Napoli e che sarà replicato nel 2008 soltanto al Paestum Festival, accanto alla tradizione musicale partenopea, verranno affrontati anche temi e problemi nazionali, con gag graffianti sulla società, la politica, il costume (e malcostume) del BelPaese. “Soprattutto musicalmente – spiega Rivieccio – ci sono diversi passaggi vibrati sugli anni ’50, ’60 e ’70, questi ultimi i più amati sul piano personale perché ricordano la mia adolescenza e i miei primi amori”. Tra questi, quello per il capoluogo: “A Salerno ho lasciato il cuore – racconta – è sempre un grande piacere incontrare gli amici ed il pubblico del salernitano che spero di ritrovare a Paestum, un luogo eccezionale da sposare per una vacanza che coniuga la storia la civiltà la cultura e la bellezza naturale. Sono entusiasta di esibirmi qui per la prima volta nel Teatro dei Templi, dove recentemente sono stato solo per una ospitata. Completo una triade, visto che ho avuto l’onore ed il piacere di calcare in passato i palcoscenici di Taormina e Pompei”.
Nell’Area Archeologica Rivieccio si presenta al pubblico con quello stesso genere esplorato agli esordi della sua carriera quando, imbracciando una chitarra, faceva spettacolo e divertiva le platee con imitazioni e monologhi esibendosi in piccoli locali. Da allora, ha calcato le scene italiane passando dalla commedia musicale alla rivista, da Viviani a Di Maio, da Plauto a Feydeau, ma la voglia di raccontarsi e raccontare non si è mai stemperata. “Tra le altre cose – aggiunge Rivieccio – proporrò un omaggio ai “Gufi”, pionieri del cabaret nel senso tradizionale di un termine oggi troppo inflazionato: si parla e si definisce uno spettacolo tale senza rispetto per il genere. Personalmente preferisco prendere le distanze da questo errore: io faccio Teatro-Musica, canto e metto in scena 30 anni di professione, pensando, visto che è un tempo lungo, che qualcosa l’avrò pure imparata a fare!”
Con un’affabilità unica ed una verve sinceramente umile, Rivieccio si prepara così a festeggiare un importante traguardo: “Sono tanti i progetti per il trentennale di carriera (che scoccherà nel 2009 N.d.R.) – confida – oltre che teatrali, con un ritorno all’Augusteo di Napoli, anche televisivi. In particolare, sto finendo di preparare un cofanetto-libro edito dalla Graf: una raccolta antologica del mio repertorio e delle mie esibizioni, corredata da un racconto del dietro le quinte. Il titolo non è stato ancora scelto, ma sarà distribuito per Natale”.
Nel frattempo, gli appassionati potranno godersi dal vivo i suoi ultimi monologhi scritti insieme a Gustavo Verde.
Lo spettacolo avrà inizio alle 21.30. Il costo del singolo biglietto è di 17 euro per la platea numerata e 12 euro per la gradinata.
Per informazioni: Fondazione Paestum Festival, segreteria organizzativa 320 3354908; Botteghino dell’Arena dell’Area Archeologica (orari di apertura 18-22 infoline 0828 723527); Prevendite tutti gli spettacoli: Circuito Etes (www.etes.it), Bar Basilica Café di Paestum.
Fonte: JaG communication
Inserita il 12 - 08 - 08
Fonte: Maria Cuono
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