Un appuntamento emozionante e di ottima qualità al Teatro Alfieri di Asti per Astidanza il 12 Aprile scorso. La causa fortemente sostenuta da Loredana Furno abbraccia il “gusto” di Daniele Cipriani e dal loro incontro nasce il Gala delle Stelle d’Europa.
Quattro coppie meravigliose: Alessio Carbone e Diana Cuni; il primo, orgoglio nazionale all’Operà di Parigi, lei invece, eterea prima ballerina del Royal Danish Ballet, là dove nascono tutti i rampolli dello storico Bournonville. E poi Amilcar Moret e Kusha Alexi dall’Hamburg Opera di John Neumeier, Vladimir Shishov e Olga Esina, ormai habitué in Italia dall’Operà di Vienna, e Rossella Brescia e Antonio Aguila. Lei la conosciamo tutti, diva televisiva, lui, oggi con l'ensemble di Micha Van Hoecke,discendente da quella famiglia di cui fanno parte Carlos Acosta, lo stesso Amilcar Moret e José Perez: il Balletto Nazionale di Cuba.
Il programma della serata è vario, dinamico e quindi piacevole, leggero. Il repertorio si intreccia alla modernità per non annoiare mai.
Vladimir Shishov e Olga Esina propongono i già visti (sempre eseguiti da loro) Le Corsaire e il passo a due del Cigno Nero tratto da Il Lago dei Cigni. Già visti, ma…che piacere rivederli ancora una volta! La loro tecnica impeccabile, il loro stile così tipicamente russo, i salti quasi esagerati dall’alto del metro e novanta del bel Vladimir Shishov e l’ancor più puntuale tecnica mista a quella mimica accattivante e “pepata” della Esina. Forse non proprio di serie A ma sicuramente una splendida Serie B, di quelle che, per intenderci, oscurerebbero senza fatica una qualunque coppia di un qualunque Teatro italiano.
Nuovi invece, Amilcar Moret e Kusha Alexi. Si mostrano in una doppietta più che mista: Esmeralda e Over There. Dal repertorio fino alla creazione di un giovane coreografo di “stampo Kylian”, Gomez Reis. Sorprendente la potenza di Moret, prestanza e tecnica oltre ad una splendida presenza scenica. La partner Kusha meno carismatica forse ma non per questo meno brava. Molto affascinanti soprattutto in Over There, coreografia di sicuro impatto emotivo.
Rossella Brescia si veste di un ruolo per cui forse amerebbe essere riconosciuta, quello di ballerina classica. Con Antonio Aguila interpreta due creazioni di Luciano Cannito: Franca Florio e Carmen. Due pas de deux appassionati, di cui il primo costruito proprio su di lei, “leggeri”, belli a vedersi ma forse troppo “poco” nel contesto in cui vengono presentati.
Alessio Carbone e Diana Cuni invece sono James e la Silfide de La Sylphide di Auguste Bournonville. Chi più di Diana Cuni, proveniente proprio da quel teatro che forma i suoi danzatori sulla base della eredità tecnica di Bournonville, laddove egli operò quando era ancora in vita. Eterea e lattescente, leggera come la farfalla che con la mimica cerca di spiegare a James di non dover mai catturare. Carbone, sempre così frizzante e padrone di sé, viene inoltre insignito del Premio alla Carriera che festeggia con il suo bel Arepò di Bejart.
Così, da una serata che sembrava dover essere un modo qualunque per riempire un cartellone, viene fuori una piccola, preziosa serata di ottima danza.
Inserita il 15 - 04 - 08
Fonte: Tania Mastrangioli
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