Liquid. Come la società liquida di Zigmunt Bauman. Una società fatta di individui alle prese, fra dramma e tragicommedia, con la responsabilità del singolo, solo davanti alle scelte, in un sistema-mondo dove niente dura tanto da solidificarsi.
Un mondo fatto di riti, riti del iperconsumo, in cui tutto si sceglie come in un enorme menu, anche i sentimenti, anche la solitudine: non a caso una delle loro produzioni di recente vista ad Udine si intitolava Running Sushi, una performance di danza contemporanea e teatro ispirata al mondo dei manga a base di assaggi di sushi, in cui lo spettatore poteva scegliere, come in un ristorante, cosa vedere. Uno spettacolo “superpiatto”, quello, che descriveva non solo la comunicazione tipica dei Manga, i fumetti nipponici, ma anche la società concettualmente omologata dell’era post-post moderna. Quella liquida, appunto.
Orientato verso il dialogo tra la danza contemporanea e gli altri linguaggi artistici, il collettivo austriaco Liquid loft è stato fondato nel 2004 dal coreografo Chris Haring, il musicista Andreas Berger, il drammaturgo Thomas Jelinek, la danzatrice Stephanie Cumming e l’artista concettuale Katherina Zakravsky. Ha collaborato con esponenti di varie discipline (musica, arte visiva, media art) fra cui Erwin Wurm, Klaus Obermaier, Aldo Gianotti, Anja Krautgasser e Peter Rehberg. Presente nei più importanti festival di danza a livello internazionale sono in una tournèe che nelle prossime date li vedrà in performance da Amburgo alla Corea. In Italia si fermeranno il 12 maggio a Milano, ospiti dell'Hangar Bicocca che rilancia il suo ruolo di ospitalità di forme d'arte non convenzionale, in un luogo non convenzionale.
Cosa potranno vedere gli spettatori di Milano? Un loro classico, diremmo, un lavoro che nel 2007 ha vinto il Leone d’oro alla Biennale Danza di Venezia e che nasce dall'improvvisazione che parte dagli sfasamenti continui tra elementi sonori e corporei. Posing Project A/The Art of Wow (2007) è il primo pezzo di un trilogia composta da Posing Project B/The Art of Seduction (2007) e Posing Project C/The Art of Garfunkel (2008). Nell’insieme il Posing Project propone un’articolata riflessione sui meccanismi di seduzione che esercitiamo o subiamo nella nostra vita sociale e sugli schemi culturali che regolano la comunicazione, i suoi rituali, con il corpo di ciascuno di noi che si abitua a trasformarsi in un’immagine riconoscibile a chi guarda.
Il giudizio altrui, nel sistema di comunicazione a nodi, in cui il clic, l'"I like" su Facebook, l'approvazione immadiata del mondo sono la prima e unica fonte di gratificazione di solitudini spesso disperate e insicure, è il leitmotiv che guida l’individualità del corpo in movimento verso la ricerca dell'ok del mondo.
Posing Project A / The Art of Wow: cosa fare per avere un "wow" dal vicino di casa, dal passante, dal proprio io in vena di gratificazione. L'io non è più solo corpo e anima, ma anche significato attribuito dall'esterno, per ricordare un po' la lezione dello psicanalisi strutturalista e di Jacques Lacan.
Siamo quel che siamo ma anche il significato che assumiamo rispetto al mondo, quasi fossimo un testo, la cui essenza dipende anche dalla comprensione altrui.
Ed è meglio essere brillanti, intriganti e di pronta leggibilità.potrebbe non esserci una seconda occasione. E' la prima impressione, che conta.
Data: 12 maggio 2010
Sede: Hangar Bicocca, Via Chiese 2 (traversa V.le Sarca) Milano
Orario: ore 21.00
Ingresso: intero 15 euro, ridotto 10 euro
Informazioni: info@hangarbicocca.it - www.hangarbicocca.it