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La Rubrica è curata da Patrizia Lattuada e Tania Mastrangioli.
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La favola di Amore e Psiche al Teatro Olimpico di Roma
Platea gremita per l’attesissimo La favola di Amore e Psiche al Teatro Olimpico di Roma dal 21 Ottobre al 2 Novembre per la regia di Renato Giordano, le coreografie di Andrè De La Roche e con la straordinaria partecipazione di Peppe Barra.

Si tratta del momento più alto della favola di Apuleio, “L’asino d’oro”, di cui appunto viene estrapolata solo la parte dedicata a questo amore difficile (tra Amore e Psiche) e contrastato ma la cui purezza e profondità non può che sovrastare ogni impervio impedimento.

E’ uno spettacolo che interseca diversi generi, dalla musica alla danza passando per la recitazione. La simpatia di Peppe Barra, mattatore e padrone di casa della serata, oscura ahimé il resto della scena, che sembra essere quasi solo una sua ombra. Egli è narratore, interlocutore, sorella di Psiche. Una sorta di capocomico.

Il complesso funziona, ma le singole arti non rifulgono di luce propria. Le coreografie, apprezzabili, non sono valorizzate dalla compagnia, piuttosto approssimativa e imprecisa in alcuni punti. Per quanto concerne Andrè De La Roche, probabilmente queste sue parti di connotazione orientaleggiante gli calzano decisamente meglio di uno “Schiaccianoci”. Piacevole ma non strabiliante.

La recitazione della sprovveduta Psiche è decisamente troppo calcata e cadenzata. Stucchevole a tratti, e a tratti scolastica. Peppe Barra travolge, invece, con la sua napolitanità, con la destrezza, la scioltezza di chi sa perfettamente quel che fa.
E’ esilarante l’interpretazione delle sorelle di Psiche ovviamente fatta da Barra in compagnia di Piero Caretto.
L’impressione è che tutto il resto sia solo di contorno alla performance attorale di questi due sapienti interpreti.

Le scenografie di Leonardo Conte e Alessandra Panconi sono di bell’impatto, a totale servizio degli artisti. I danzatori le cavalcano, vi si confondono, le usano, le vivono.

L’happy end ha un sapore operettistico nella struttura compositiva degli attori e dei ballerini rispetto alla scena. Una specie di “tutti insieme appassionatamente” con l’ultima parola al capocomico (Peppe Barra) al centro del gruppo.

Inserita il 23 - 10 - 08
Fonte: Tania Mastrangioli

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