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Tutto sulla Danza in Italia: articoli, curiosità, recensioni.

La Rubrica è curata da Patrizia Lattuada e Tania Mastrangioli.
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Improvvisazione mai "improvvisata". Abbondanza/Bertoni e il loro CAPRICCI
Improvvisazione mai
Nel panorama del teatro-danza italiano sono un punto saldo. Riconoscibili, raffinati. Sono Antonella Bertoni e Michele Abbondanza.
Proveniente dall’esperienza veneziana con Carolyn Carlson, per poi fondare nell’84 la Compagnia di Sosta Palmizi, Abbondanza giunge a Parigi dove conosce e lavora con Antonella Bertoni insieme alla Carlson.

Dopo una rosa di performance narrative, questa volta la coppia Abbondanza/Bertoni si cimenta in un lavoro sul corpo basato sulla ricerca continua dell’equilibrio. Hanno sorpreso gli appassionati al Teatro Palladium di Roma lo scorso 6 marzo e proseguiranno in una tournée italiana nelle città di Mantova il prossimo 26 aprile, a Castiglioncello il 9 maggio e il 17 maggio a Treviso con Capricci corporei.

Non c’è un filone narrativo, perciò l’attenzione si catalizza sui movimenti. Sette danzatori “giocano” con la gravità. E’ una danza fisica, la loro. Non sono legati al dover raccontare né al raccontarsi. Eppure esprimere sembrerebbe essere il loro intento primario. Con gli occhi, con la bocca, con ogni muscolo. “Non volevamo legare nulla a qualcos’altro…quello che stava avvenendo era soprattutto un mettersi in moto, sentire la differenza tra spento e acceso e quindi partire” (Michele Abbondanza)

Allo stesso modo il panorama musicale è assolutamente illimitato, privo di regole così come libero da connessioni. “Il suono ti muove e se ti muovi tutto suona. L’onda sonora, come i cavalloni marini o le leggere increspature sulla superficie del mare, crea movimento in te che guardi immobile, mentre già inconsciamente ti muovi.”

Ciò che appare libero e a volte addirittura senza coreografia è in realtà frutto di un back ground ricchissimo. Reminiscenze di Alwin Nikolais, come la decentralizzazione corporea, la continua ricerca dell’equilibrio attraverso lo spostamento del fuoco da un punto all’altro del corpo; il pensiero Zen , al quale si appellano come fondamento primario: il corpo come contorno dell’anima, il continuo e onnipresente gioco delle opposizioni.

Intento di questo lavoro è quello di generare una reazione a catena, dice Abbondanza.
Un movimento che scaturisce da un altro movimento, ancor meglio se i corpi che lo creano sono più d’uno. E’ per questo che a tratti sembra quasi di assistere ad una sessione di Contact Improvisation “Corpo con gli altri corpi, segni di nient’altro che di se stessi. Bello è un corpo che vibra nello sforzo di un compito; sublime può diventare se si ritrova perdendosi nell’altro.

I costumi neri apparentemente uniformano i danzatori, per poi sorprenderci con sgargianti colori che fuoriescono dall’interno delle gonne. Forse anche questo è parte di un “disegno” di casualità “studiata”.

Ciò che al primo sguardo sembra essere involontario, si scopre a poco a poco essere un dettaglio pensato con estrema attenzione. Partitura corporea accanto ad una coreografia facciale. Voce e movimento.

Improvvisazione mai improvvisata “come il vento che ti accarezza e ti piega e che tu devi saper lasciar fare. Perché le cose accadano. E le forme e i suoni possano compiersi.”
(Citazioni tratte da: "Note di coreografia" di Michele Abbondanza)
Inserita il 20 - 03 - 08
Fonte: Tania Mastrangioli

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