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CANTICA II, il viaggio di Dante in un Purgatorio sospeso
CANTICA II, il viaggio di Dante in un Purgatorio sospeso

L’onirico viaggio di Emiliano Pellisari fa la sua tappa al Teatro Olimpico di Roma con lo spettacolo Cantica II ancora grazie all'Accademia Filarmonica Romana per il Festival Internazionale della danza. Sempre di ispirazione dantesca, come il precedente  spettacolo di grande successo, Inferno, intratterrà il pubblico romano che vorrà vivere un’esperienza immaginifica fino al 10 aprile prossimo.


Cantica II (il Purgatorio) è l’esaltazione del corpo unita e supportata da oggetti e tessuti. I danzatori-acrobati in perenne sospensione con cavi che li fanno “volare” per un’ora di show, giocano continuamente con le forme che i loro corpi sanno creare concatenandosi gli uni con gli altri  (come nel momento in cui interpretano e disegnano in aria i Sette Peccati Capitali).


Lo spettacolo si apre con una donna in posizione fetale (apparente o reale?) dentro una sfera trasparente. Sembra una video proiezione o una specie di trompe l’oeil come molte trovate all’interno dello spettacolo. Il fil rouge è la sospensione, il volo. Oltre all’accattivante effetto sul pubblico di una trovata così originale, che riporta lo spettatore ad una sorta di attonita attrazione fanciullesca, balza all’occhio la difficoltà nel compiere movimenti così sofisticati senza poter contare su alcun appoggio. La forza fisica che ne è strettamente connessa, dunque, il controllo, la precisione e allo stesso tempo l’impegno affinché tutto ciò appaia naturale e disinvolto.


E poi enormi gonne steccate e trasparenti che ricordano le dame della corte di Re Sole e voluminosi  tessuti a servizio delle coreografie acrobatiche. Corpi statuari che raccontano tutta la complessità  del volteggio in sospensione e l’amplificazione della difficoltà di ogni più piccolo gesto compiuto a quell’altezza.


Tutto si muove su brani musicali celebri. Dalla “Regina della Notte” del Flauto Magico di Mozart a L’Apres Midi d’un Faune di Debussy, passando per Le Sacre du Printemps di Stravinsky, musiche che esaltano le emozioni e le tengono vive anche laddove per qualche istante l’attenzione si assopisce lievemente. Ma a onor del vero, Cantica II è una trovata originale ed encomiabile per la maestria degli otto giovani e coraggiosi “danzacrobati”.

Inserita il 01 - 04 - 11
Tania Mastrangioli
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TAG: cantica ii

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I Commenti degli Utenti

Arte pura allo stato fluido: Cantica II
Ho visto anche io lo spettacolo Cantica II. Ne sono rimasta talmente entusiasta che ho sentito la necessità impellente di scrivere le mie sensazioni. Auguro a tutti di poterlo vedere di persona! Quando il vigore e la potenza del corpo sposano la grazia e la flessibilità della danza, quando il genio e l'intuizione di un coreografo conoscono la poesia e la tecnica, quando tutto è perfezione e nulla più sembra essere di questo mondo… questo è Cantica II. Lo spettacolo è un sogno ad occhi aperti, quadri di corpi, istantanee fuggitive che vorresti non svanissero così in fretta per poterne prendere l'anima, per poter fissare nella mente e nel cuore le sensazioni di meraviglia e stupore che ti hanno regalato per un solo breve istante. Ma è realtà o finzione? Visione onirica? I corpi dei ballerini fluttuano nell'aria e ti chiedi se non siano solo luci, proiezioni… anche io mi sento a mezz'aria sospesa ad un palmo da terra o forse più, persa nei volteggi leggeri senza più la zavorra del corpo. Che leggerezza che aleggia, la leggerezza dell'anima, come tutto è facile senza peso, senza gravità, senza regole in una nuova dimensione senza dimensione! Lo spettacolo è stupore e sorpresa senza interruzione, meraviglia continua, magia…E' gioia di bimba incredula, è contemplazione dell'istante e del tutto che è tutto in quell'istante: verità assoluta che si dissolve in un attimo diventando vana e vacua. Tutto è nuvola e gioco. Tutto è passione e sensualità. Tutto è ricerca dell'altro e di altro… c'è poesia che non è solo quella di Dante…e si è a metà tra la realtà e il paradiso: si è in Purgatorio. E' un lavoro ispirato e creativo fatto con passione, che sollecita e coinvolge tutti i sensi dello spettatore facendolo sentire parte del tutto ma anche piccolo piccolo…un po' perché si torna bambini con occhi sbarrati e bocca e cuore aperti, un po' perché ci si sente degli inetti al confronto della maestria e bravura di chi è in scena…. Sono angeli caduti dal cielo ma che continuano a volare… e come sono piccoli e fragili e giovani quando a fine spettacolo hanno messo i piedi a terra! Arte pura allo stato fluido… da non perdere come se fosse l'ultimo spettacolo sulla faccia della terra.
03 - 04 - 11 - di: ANGELA BITETTO -

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