Nasce a Roma il 7 marzo 1908 e non come pensano molti ad Alessandria d'Egitto, dove la madre si trasferisce solo dopo il parto.
Il padre non la riconosce e la giovane Anna cresce tra le cure di una zia e della nonna.
Lasciati gli studi, si dedica al pianoforte iscrivendosi all'Accademia di Santa Cecilia. Un pomeriggio incontra nell'atrio della scuola un giovane studente di recitazione, Paolo Stoppa, il quale le parla della Scuola di Recitazione diretta da Silvio D'Amico e la convince a seguirne i corsi.
Diplomatasi, passa una decina d'anni nel teatro di prosa, tra cui tra il 1929 ed il 1932, recita nella Compagnia Teatrale diretta da Dario Niccodemi, prima di passare alla rivista diretta dai fratelli Rege nel 1934. Nello stesso anno fa anche il suo esordio nel cinema, in una piccola parte nella "Cieca di Sorrento" di Nunzio Malasomma. L'anno dopo, incontra e sposa il regista Goffredo Alessandrini. Nonostante ciò, il cinema le riserva parti minori, anche nei film del marito.
All'inizio degli anni quaranta fa una fortunata serie di spettacoli con Totò per il quale diventa primadonna e gira "Teresa Venerdì" di Vittorio De Sica, nella parte di una cabarettista.
Finito il burrascoso matrimonio, ha una relazione con l'attore Massimo Cerato, dal quale ha anche un figlio, Luca. La gravidanza, però, le impedisce di girare "Ossessione" di Luchino Visconti, nonostante abbia già firmato il contratto e sia giunta sul set.
Per qualche anno, resta ancora intrappolata in parti da caratterista, per le quali interpreta macchiette di popolane.
Finché a 37 anni, nel 1945, Roberto Rossellini (con il quale ha anche una relazione sentimentale) le propone "Roma città aperta" con cui si impone al pubblico e alla critica con una straordinaria interpretazione e conquista il primo dei cinque Nastri d'argento seguiti da: "L'onorevole Angelina" nel 1947 di Zampa, "Amore" del 1948 di Rossellini, "Bellissima" nel 1951 di Visconti, "Suor Letizia" di Camerini nel 1956.
Negli anni '50 lavora moltissimo sia in Italia, recitando in film come Il bandito di Lattuada nel 1946, Assunta Spina, Vulcano di Dieterle, Nella città l'inferno di Castellani del 1958, sia in Francia La carrozza di oro (1952) di Renoir, sia ad Hollywood La rosa tatuata di D. Mann, con cui ottiene nel 1956 l'Oscar come miglior attrice protagonista, Selvaggio è il vento (1958) di Cukor e Pelle di serpente (1959) di Lumet.
Nel 1962 recita, con la regia di Pasolini, in "Mamma Roma", film nel quale assurge a simbolo della stessa romanità.
Negli anni successivi dirada sempre più gli impegni.
Dopo un periodo di inattività torna ancora a recitare in teatro nel "La lupa" di Verga nel 1965 con la regia di Zeffirelli e al cinema nel film di S. Kramer "Il segreto di Santa Vittoria" del 1968, lavora anche per la televisione ("La sciantosa", "1943: un incontro", " L'automobile").
L'uscita di scena avviene nel 1972 nel film "Roma" di Federico Fellini , nel quale per pochi secondi interpreta se stessa nel portone di Palazzo Alfieri a Roma, dove abita.
Il personaggio di Anna Magnani, una bruna non bella, sempre scapigliata, ma con due occhi vivi su un volto stanco, era in grado di esprimere con rara naturalezza le sofferenze di un intera generazione ed era caratterizzato da un temperamento focoso e passionale, ma capace di toccanti e imprevedibili dolcezze, anche se le ottime doti interpretative fecero si che potesse cimentarsi con successo anche in altri ruoli.
Anna Magnani si spegne a Roma il 26 settembre del 1973 a causa di una brutta malattia.
Bibliografia
Anna Magnani. Quattro storie americane. Ricerche di teatro e cinema per la scuola e l'universita;
Vaccarella Cristina; Vaccarella Luigi - Nuova Arnica
Anna Magnani. Vita, amori e carriera di un'attrice che guarda dritto negli occhi; Moscati Italo - Ediesse
Anna Magnani: Hochkofler Matilde - Gremese Editore