LoginIscrivitiSegnala uno Spettacolo • Anno 4 - Numero 36 
I Grandi di Teatro.Org

 Aldo Fabrizi

Biografia Aldo Fabrizi“Se potessi io fonderei una grande associazione per eliminare i malintesi tra gli uomini
e combattere l'orgoglio e la presunzione; così con un po' di buon senso,
di semplicità vera e di simpatia, la vita sarebbe più facile per tutti.”

Aldo Fabrizi

Aldo Fabrizi nasce a Roma il 1° novembre del 1906 in un vicolo di campo de Fiori.

Inizia al lavorare giovanissimo, poiché a 11 anni gli muore il padre, per cui Aldo è costretto a lasciare la scuola. Ma ben presto si avvicina al mondo dello spettacoli, iniziando a scrivere poesie e testi di canzoni.

Le sue caratteristiche principali sono l’aria bonaria, insieme ad una espressione imbronciata dietro ad una tipica flemma capitolina unite ad una sorniona ironia, sottile cinismo e grande nostalgia. La poliedricità di Fabrizi gli permette di ottenere successo nei più svariati campi del mondo dello spettacolo, sempre con intensità drammatica ed espressiva: Aldo Fabrizi è stato attore di varietà e di rivista, di cinema, di teatro musicale, di prosa (tra le partecipazioniprincipali quella in Aristofane), regista, sceneggiatore, produttore...

Negli anni trenta inizia ad essere conosciuto grazie al suo successo nel varietà e nel 1942 debutta anche al cinema, con la commedia “Avanti c'è posto”, diretta da Mario Bonnard, in cui riprende un personaggio di un suo sketch impersonando un bigliettaio sfortunato in amore.

Però, il film che mette in risalto tutta la sua bravura è “Roma città aperta”, di Roberto Rossellini, del 1945, dove interpreta il ruolo dell'eroico sacerdote, Don Pietro, che viene fucilato dai tedeschi. L’opera gli da la popolarità internazionale, benché Aldo rimanga deluso di non ricevere neppure uno dei tanti premi assegnati al film.

La rivincita arriva nel 1950 quando riceve due Nastri d'argento come attore protagonista per "Prima comunione" di Alessandro Blasetti, e, venticinque anni dopo, come attore non protagonista per "C'eravamo tanto amati" (1975) di Ettore Scola.

Dal dopoguerra inoltre alterna ruoli comici a quelli drammatici come protagonista di diverse pellicole neorealistiche ed inizia a dedicarsi anche alla regia con “Emigrantes” nel 1949. Poi è la volta della serie di commedie di successo "La famiglia Passaguai" (1951) ed il commovente "Il maestro" (1958).

Sempre nel 1951 entra nella storia del cinema italiano la sua interpretazione del brigadiere Bottoni, antagonista del ladro Esposito, interpretato da Totò, nel film “Guardie e ladri” di Steno e Monicelli.

In questi anni è intensa anche l’attività teatrale e la rivista (che rimane sempre nel suo cuore); tra le sue interpretazioni principali quella di Mastro Titta in “Rugantino”, diretto da Garinei e Giovannini nel 1964, per la quale viene definito dagli americani "a comic genius".

Considerato nell'ambiente dello spettacolo un tipo burbero ma benevolo, nutriva una stima incondizionata per l'amico e collega Totò. E' stato sposato con la cantante nota con il nome di "Reginella". Che aveva conosciuto durante un festival, nel quale lei interpretava le canzoni del grande Aldo.

La poliedricità di Fabrizi si esprime anche… in cucina! Alla fine della carriera infatti dedica molto del suo tempo all'arte culinaria, scrivendo libri di ricette in versi. A dimostrare il suo amore per la pasta asciutta c’è il suo fisico appesantito, considerato da lui un vero marchio di fabbrica.

Pochi giorni prima della morte riceve un David di Donatello alla carriera e all'età di ottantacinque anni, il 2 aprile 1990, l’attore romano si spegne nella sua città.


Bibliografia

  • Ciavéte fatto caso? - Aldo Fabrizi; Mondadori

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